I comuni italiani puntano sul verde

ROMA (ITALPRESS) – Il verde urbano rappresenta un patrimonio strategico per i Comuni italiani.

In Italia, gli investimenti stanziati attraverso il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) hanno permesso di piantare nel 2022 oltre 2 milioni di alberi in aree che interessano complessivamente più di 21 milioni di cittadini. È all’interno di questo contesto che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) dedica la sua nuova pubblicazione ai Piani comunali del verde, realizzata con i contributi di ANCI, ICLEI e Paolo Pileri. Lo studio si concentra su 10 Piani del verde approvati dai Comuni italiani a partire dal 2020: Torino, Vercelli, Bolzano, Padova, Rovigo, Parma, Bologna, Forlì, Livorno e Avellino, in cui vivono oltre 2 milioni di persone. Quello che emerge è il ruolo centrale della pianificazione strategica del verde per integrare le politiche urbane in una visione di medio-lungo termine, finalizzata alla costruzione di un sistema organico di infrastrutture verdi e blu nelle città. A Padova un parcheggio è stato trasformato in rain garden per restituire permeabilità al suolo e consentire l’infiltrazione naturale delle acque meteoriche. Il Comune di Vercelli punta invece a nuovi 10 km di parco fluviale, mentre Avellino propone la gestione differenziata del verde per ridurre i costi e favorire la biodiversità. Per compensare la carenza di verde pubblico in determinate zone della città, alcuni PdV prevedono l’apertura dei giardini scolastici ai cittadini del quartiere, come prospettato per esempio nei PdV di Bolzano, Livorno e Rovigo. In diversi Piani le analisi riguardano anche le aree naturali protette presenti sul territorio comunale, con la restituzione del valore ecologico degli habitat presenti secondo la Carta degli habitat prodotta da ISPRA (come nel caso del PdV di Avellino). Nonostante le best practice di questi casi studio però, le norme che sovraintendono alla cura e crescita del verde sono ancora deboli, parziali e frammentarie. Nel 2024 infatti, i Piani comunali del verde sono ancora strumenti volontari e non obbligatori. Secondo l’analisi invece, la risposta urbanistica alla crisi climatica dovrebbe fare in modo che i piani del verde diventino obbligatori se non, addirittura, essere loro a definire le traiettorie evolutive delle città, rendendole meno impattanti, più resilienti e più abili ad adattarsi al clima.

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