Vitigni resistenti, innovazione e sostenibilità: la Scuola Enologica di Avellino guida il futuro del vino italiano
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Seminario tecnico con i massimi esperti nazionali e degustazione di 14 campioni PIWI: scienza, sperimentazione e formazione al centro del confronto
All’Istituto Tecnico Agrario “F. De Sanctis” di Avellino si è svolto il seminario tecnico “Alla scoperta dei vitigni resistenti allevati nella Scuola Enologica di Avellino”, un evento che ha riunito i più autorevoli esperti dell’enologia italiana, con una tavola rotonda sul futuro della viticoltura e una degustazione tecnica di 14 campioni PIWI (vitigni resistenti). L’iniziativa è stata promossa in collaborazione con Vivai Cooperativi Rauscedo, Re.Ni.Sa, Assoenologi, Assoenologi Campania Sez. Giovani e l’Assessorato all’Agricoltura della Regione Campania.
La giornata ha aperto una riflessione sul ruolo strategico dei vitigni resistenti, ottenuti attraverso incroci tra varietà sensibili di Vitis Vinifera e ceppi selezionati per la resistenza alle malattie fungine. A guidare i lavori è stato il giornalista Annibale Discepolo. Il dirigente scolastico Pietro Caterini ha inaugurato l’incontro sottolineando l’impegno della scuola nella formazione delle nuove generazioni e nel promuovere un’agricoltura sostenibile: “Siamo stati i primi nel Sud a credere nei vitigni resistenti”.
Riccardo Cotarella, presidente nazionale Assoenologi, ha evidenziato come convegni di questo tipo siano cruciali per la transizione ecologica del settore vitivinicolo: “I vitigni resistenti sono la risposta concreta alla sostenibilità e alla qualità”. Gli ha fatto eco Roberto Di Meo, presidente Assoenologi Campania: “Non parliamo più solo di buone intenzioni, ma di risultati tangibili grazie alla ricerca e all’applicazione pratica”.
Importante anche l’intervento di Addolorata Ruocco, dirigente della Regione Campania per Ambiente, Foreste e Clima, che ha ribadito la necessità di un approccio sistemico per contrastare gli effetti del cambiamento climatico: “La Regione supporta attivamente misure innovative e pratiche ecocompatibili, come quelle promosse oggi in questa sede”.
A nome dell’ICQRF Italia Meridionale, Rosario Lopa, Vincenzo Esposito e Gianluca Zavalloni hanno illustrato il lavoro dell’ispettorato contro le frodi alimentari e sottolineato l’importanza di adeguarsi al Regolamento Europeo 2117/2021, che riconosce ufficialmente le varietà resistenti.
Fabrizio Scotto Di Vetta, direttore dell’Azienda “F. De Sanctis”, ha ricordato il valore storico dell’istituto, secondo in Italia per anzianità, con 24 ettari coltivati tra viti, olivi, noccioleti e altre produzioni locali: “Abbiamo impiantato varietà resistenti e creato un vero campo catalogo di sperimentazione per un’agricoltura più consapevole”.
Ernesto Buono, docente dell’istituto, ha presentato le microvinificazioni realizzate nel Centro Sperimentale della Scuola Enologica: “Studiamo l’adattabilità delle varietà e il loro profilo enologico, garantendo qualità e sostenibilità, senza compromettere le caratteristiche organolettiche”.
Ha chiuso il simposio Cesare Tiberio dei Vivai Cooperativi Rauscedo: “Abbiamo creduto da sempre nella potenzialità dei vitigni resistenti come leva per il miglioramento genetico. La scuola ha svolto un ruolo chiave nel creare un campo sperimentale di riferimento per l’Italia”.
La degustazione dei 14 campioni PIWI è stata guidata da Francesco Martusciello, coordinatore Centro Sud del comitato giovani Assoenologi. I vini, coltivati in regime biologico e con ridotto uso di trattamenti, hanno dimostrato che innovazione e qualità possono convivere. Una giornata che ha scritto una pagina importante per il futuro della viticoltura italiana.