Cdm, il pacchetto Sicurezza diventa decreto. Meloni "Impegno mantenuto"
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ROMA (ITALPRESS) – “D’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. Così il premier Giorgia Meloni, secondo quanto si apprende, in Consiglio dei Ministri.
“Come ricorderete, nel Consiglio dei ministri del 16 novembre 2023 abbiamo approvato un corposo “pacchetto sicurezza” che conteneva una serie di norme molto importanti per tutelare il comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico e garantire maggiore sicurezza ai cittadini – spiega il presidente del Consiglio -.
Molte di quelle norme erano frutto anche del confronto e del dialogo che avevamo avviato con le organizzazioni sindacali e con le rappresentanze del personale delle nostre Forze armate e Forze di polizia”.
“Non voglio tediarvi con l’elenco di tutto ciò che era contenuto in quel provvedimento, ma ci tengo a ricordare alcuni punti fondamentali.
Penso all’aumento di pena per chi aggredisce o minaccia i nostri uomini e donne in divisa; alle norme per contrastare le occupazioni abusive e garantire procedure ‘lampò nello sgombero; alla stretta alle truffe nei confronti degli anziani; alle misure specifiche anti-borseggio e anti-accattonaggio dei minori; all’istituzione del nuovo reato contro le rivolte nelle carceri o alle misure per sanzionare penalmente chi blocca una strada o una ferrovia.
Tutte misure che i cittadini ci chiedevano da tempo, che i sindacati del comparto ci sollecitavano allo stesso modo e che abbiamo con grande velocità declinato in un disegno di legge trasmesso al Parlamento – sottolinea Meloni -. L’iter di questo provvedimento è stato però piuttosto tortuoso ed è iniziato ormai quasi un anno e mezzo fa.
La Camera ha modificato e deliberato infatti il testo in prima lettura il 18 settembre 2024, poi il ddl è passato al Senato ma non è ancora arrivato alla seconda lettura.
Un esame che è stato sì tortuoso, ma che ha anche consentito di apportare al testo iniziale del Governo alcuni miglioramenti significativi, che hanno completato il provvedimento e lo hanno reso ancor più efficace.
Mi riferisco, ad esempio, alle norme per punire con maggiore fermezza i reati compiuti nelle metropolitane e nelle stazioni ferroviarie o alle disposizioni contro la produzione e la commercializzazione nei “cannabis shop” di prodotti a base di cannabis definita erroneamente “light””.
“Ma penso, soprattutto, alla previsione di una specifica tutela legale a favore del personale del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico.
In altre parole, i nostri agenti di polizia e i nostri militari che dovessero essere indagati o imputati per fatti inerenti al servizio potranno continuare a lavorare e lo Stato sosterrà le loro spese legali, fino ad un massimo di diecimila euro per ogni fase del procedimento.
Una norma sacrosanta che le nostre forze di polizia aspettano da molto tempo, e che è nostro dovere assicurare loro – aggiunge Meloni -.
Sono norme necessarie che non possiamo più rinviare.
Ecco perchè, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, comprese le migliorie che vi ho appena ricordato, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore.
E’ una scelta di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano.
Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita “scorciatoia”, chi addirittura un “blitz”.
Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”, conclude il premier.
Nel Dl Sicurezza approvato “abbiamo recepito varie osservazioni sia delle forze dell’ordine, sia anche delle stesse opposizioni: sono 34 articoli, molti dei quali riguardano essenzialmente il Ministero dell’Interno.
Per quanto riguarda la giustizia, vi sono delle introduzioni di nuovi reati e anche degli esperimenti di pena”, ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durante la conferenza stampa al termine del Cdm.
La tutela legale alle forza di polizia “in sostanza è un supporto economico che l’amministrazione fa nei confronti dei propri appartenenti, nei casi di sottoposizione a procedimento penale: non significa immunità, si tratta di sollevare persone che hanno retribuzioni che rendono particolarmente oneroso essere attinti da provvedimenti da procedimenti giudiziari” con “un supporto economico ripetibile in caso di condanna”, ha detto sempre in conferenza stampa il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi. “Non c’è nessuna forma di immunità, neanche indirettamente – ha aggiunto -: è una cosa sacrosanta che dobbiamo ai nostri operatori di polizia che troppo spesso, anche per effetto degli interventi che fanno, si trovano ad essere sottoposti a procedimento penale”.
“Più poteri e tutele a donne e uomini delle forze dell’ordine, norma anti-Salis per sgomberare più rapidamente le case occupate, borseggiatrici in carcere anche se sono in gravidanza.
Sono solo alcune delle misure fortemente volute dalla Lega e inserite nel decreto Sicurezza appena approvato dal Consiglio dei Ministri.
Un’altra promessa mantenuta!”. Così su Instagram il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).